La nascita di Riccardo

Oggi, 15 Gennaio 2008 mi sono resa conto che non ho ancora scritto il racconto del parto di Riccardo. Anche per Leo ci misi un po’ a scriverlo, forse aspettai di tornare a lavoro e forse proprio come ora lo scrissi proprio sul pc di lavoro. Indubbiamente c’è qualche momento libero durante i primi giorni dopo il rientro dalla maternità che durante la maternità proprio non si hanno. C’è sempre qualche commissione da fare, un bimbo da allattare, cambiare, addormentare o semplicemente da ammirare. Quindi adesso sfrutterò qualche momento vuoto della mia giornata lavorativa per scrivere un resoconto di quei giorni di settembre che ci hanno portato il nostro piccolo-grande Riccardo.
Stessa struttura del racconto di Leo, quindi chi ha fretta può saltare direttamente al 20/09 😉

Metà Agosto: Ultima ecografia da Dottor Risalvato, siamo alla 35esima settimana. Tutte quante le ho fatte da lui, anche per Leo ma soprattutto in questa gravidanza ho aprofittato della sua nuova qualifica di ecografista per la TN visto che al microcitemico di Cagliari hanno ben pensato di farci prendere un colpo con i valori della plica!
Tutto perfetto, il cuoricino, le gambine, il testone, il pancione… tutto one dottore? Eh sì signora, da queste misure mi dà un peso stimato attuale di circa 3 kg. Tre kg??!! Ma dottore sta scherzando? Manca un mese abbondante, anzi mancano proprio 5 settimane alla DPP, se è stimato tre kili adesso al termine quanto arriva? Beh guardi ricontrollo meglio, no, niente siamo a 2,8 kg di meno non scende. E va bene vuole dire che sarà un bimbetto un po’ ciccio e d’altra parte questa panzona enorme che mi porto dietro, anzi davanti, dovrà essere anche giustificata in qualche modo, no? A fine agosto ho l’ultima visita dalla mia ginecologa. Le annuncio il peso stimato e rimane un po’ basita. Già mi preannuncia che se il trend rimane questo non potrò tentare il mio tanto agognato travaglio di prova. Lei non se la sentirebbe di farmi rischiare, con bimbi molto grossi su precesarizzate non è il caso. Si potrebbe fare ma lei non se la sente. E comunque mi suggerisce di fare una valutazione ecografica del peso in occasione del primo tracciato. Lei sarà in ferie fino al 17 settembre.

4/09/2007: Primo tracciato, tutto piattissimo. Me lo aspettavo ma quello che mi preme è sapere quanto possa pesare Riccardo. Chiedo di fare un’ecografia per valutare il peso del bimbo. Trovo in turno in clinica proprio Dr. Risalvato. Prende le misure e sentenzia: 3600 gr. Crescita esponenziale, ma è pur sempre una stima, non voglio credere che a tre settimane dal termine sia già come un bimbo a termine. Chiedo consulto al dr. Risalvato e al primario Dr. Pirastu che è nello studio con noi mmmmm che dire? quanto è passato dall’ultimo cesareo? 30 mesi? beh dài se non parte il travaglio da solo si può tentare di avviarlo manualmente… mah, non mi convincono. Chiamo lo studio della mia gine e lascio detto le misure alla segretaria che ha un sussulto al telefono.
Intanto le settimane passano, io sono sempre più stanca, più pesante e più gonfia i piedi hanno oramai perso la loro forma, sembrano due zampogne, questo settembre è caldissimo, le notti sono infinite e le passo contando le ore e cercando una posizione indolore che non trovo mai! Me lo riprometto: se mai avrò un altro bambino farò di tutto per evitare l’estate con il pancione!! E poi penso penso penso: vorrei tanto tentare un parto naturale, vorrei almeno provare il travaglio, certo se partisse adesso o entro pochi giorni potrei ancora farcela. Però però, non voglio rischiare niente, sì ho paura di rischiare, ho veramente una paura folle, ho un marito, un bimbo di due anni e mezzo, e ho paura, perchè rischiare? perchè? Per orgoglio? Per cosa? E sono molto combattuta. Non nego che in alcuni momenti ho rischiato di perdere il senno anche perchè questi ragionamenti chiaramente avvenivano soprattutto la notte quando non riuscivo a dormire.

17/09/2007: Non ce la faccio più. La pancia è ENORME, davvero sembra una gravidanza gemellare. Comincio a credere davvero che Riccardo sarà un bimbetto più grande della media. E oggi forse la mia ginecologa torna dalle ferie, solo lei può darmi il consiglio che aspetto. Nel frattempo ho fatto altri tre tracciati, tutti piattissimi, niente contrazioni mai, neanche a casa, neanche per caso, niente!
Telefono in clinica, la dottoressa Asunis è in turno oggi? Sì signora ma non riesco a passargliela, non importa sto arrivando. Mi preparo al volo e prendo la macchina, mezz’ora e da Uta sono in pieno centro di Cagliari in piena mattinata, spero di trovare un parcheggio vicino alla clinica. Lo trovo per fortuna anche se a pagamento, sono le 10.30 circa pago fino alle 13 per sicurezza. Mi siedo in sala d’attesa, si apre la porta dello studio e vedo la mia dottoressa, con il suo camice color rosa shocking. Mi vede e mi fa entrare. Dottoressa, al 4/09 il bimbo è stato stimato 3600 gr, la dottoressa prende il registro dei ricoveri, Elisa io non me la sento di farla arrivare al termine, il 19 ricovero e giovedì facciamo il cesareo, va bene? va benissimo dottoressa, sono nelle sue mani. E mentre esco dallo studio un’ostetrica mi accarezza la pancia ma quanto è grande sto pancione!, e la dottoressa Asunis aggiunge io non la posso più vedere in queste condizioni, devo chiamare un carro attrezzi! Esco dalla clinica leggera leggera anche se pesantissima, mando un sms a luca Riccardo nascerà il 20 e poco dopo ci sentiamo. Tutto perfetto, proprio il 20 inizia le ferie ma le anticipa al 19 così mi può accompagnare per il ricovero.
E’ strano, stranissimo sapere quando nascerà il bambino che hai nella pancia. Una gravidanza è come un uovo di pasqua, una sorpresa. Le sorprese annunciate sono sorprese lo stesso? Sarò in grado di stupirmi e gioire e tremare e piangere e ridere per questo bimbo così come lo è stato per il primo? Forse no. Forse sì. Che strane sensazioni. Vorrei che arrivasse subito il momento di stare su quel lettino ma allo stesso tempo spero stupidamente che da un momento all’altro Riccardo decida di nascere di sua spontanea volontà. Speranza inattesa chiaramente…

19/09/2007: Sveglia prestissimo. Sono a digiuno. Accompagnamo Leo al nido molto presto. Scendiamo entrambi, le maestre mi vedono ancora con il pancione ma quando arriva il fratellino?? presto presto, non voglio dire a nessuno che non sia un parente stretto che domani farò il cesareo. Voglio tenermi questa parvenza di fatalità.
Arriviamo in clinica, qualche persona prima di noi. Mi chiamano, esami del sangue e mi assegnano la camera, al terzo piano perchè sono pienissimi, il piano delle camere a pagamento. Sono in stanza con un altra panciona anche lei quasi al termine e domani anche lei di cesareo. Scopriamo che sono tre i cesarei programmati per il 20 ma nessuno ci sa dire l’ordine. Chi sarà la prima? a che ora inizieranno? Sempre più domande. Almeno rimane qualche sorpresa penso io fra me e me. Passo la giornata fra esami, tracciati, depilazioni e poi arriva finalmente la notte, ultima notte difficile con il pancione da sostenere, mi fccio portare una camomilla dall’infermiera per rilassarmi un po’… e da adesso a digiuno.

20/09/2007: altra sveglia prestissimo. Ci prepariamo e continuiamo a chiederci (mah a me sinceramente non interessa più di tanto…) chi sarà la prima. Ci sono stati due cesarei d’urgenza durante la notte fino alla prima mattina. Squilla il telefono della nostra camera e dall’altra parte c’è l’ostetrica Giulia, elisa? vieni a fare il tracciato bella bimba, è molto affettuosa Giulia, piace a tutte. Scendo mentre la mia compagna è in bagno. Mi mettono a fare il tracciato, ah ma elisa tu devi fare anche la profilassi per lo streptococco mettiamo la flebo così abbiamo già pronto il cateterino per l’intervento. Passa anche questo tracciato, mezzoretta senza colpo ferire, Riccardo se la dorme beato ignaro di quello che sta per succedergli. Siamo nella stanza delle ostetriche, sento chiacchiere varie dall’altra parte del separè finche non sento delle parole celestiali che riguardano proprio me! Chi c’è qui la 4 prima? sì sì, allora possiamo mandarla in sala operatoria, è la prima dei cesarei. Sono io sono io, la prima sono io!! Sono felicissima, mi tolgo subito sto fardello. Salgo in camera e arriva l’infermiera della sala operatoria con il lettino, mi aiutano a mettere il camice verde e gentilmente visto il caldo me lo tagliano a maniche corte, sotto il camice NIENTE! 😀 Con il pancione faccio una faticaccia a salire sul lettino. Sono le 8.50 circa. Accidenti però, Luca non è ancora arrivato, avrei voluto vederlo prima di entrare in sala operatoria. Apriamo la porta della camera ed eccolo là fuori meno male! Un bacio al mio amore e posso andare tranquilla. Arriviamo in sala operatoria, mi fanno attendere un po’ prima di entrare e in questo momento mi vedo, sdraiata sul lettino, posso vedere solo il soffitto, ho una strana sensazione, un misto fra paura e eccitazione e tristezza. Arriva la mia ginecologa in rosa e mi accarezza la guancia, è incredibile quanto possa tranquillizzarti una carezza! Ecco entriamo. Non è la stessa sala dove è nato Leonardo. Dobbiamo fare la spinale, c’è lo stesso anestesista simpaticone dell’altra volta. Ha un po’ di difficoltà a trovare il punto dove pungere, dovrebbe trovarlo come lo ha trovato due anni e mezzo fa gli dico, ah sì sempre io? allora lo trovo. ZAC, niente dolore sento solo spingere in mezzo alla schiena ma nessun dolore. Mi fanno sdraiare e mi legano la mano sinistra davanti al volto e al braccio destro sistemano le flebo. Subito formicolio alle gambe e poi dopo poco non le sento più. Sento invece nausea e giramenti di testa, tossisco e ho un conatino, mi fanno girare la testa di lato ma non vomito, un po’ di ossigeno e passa tutto in fretta. E dato che devo tenere la mascherina mi slegano la mano sinistra!! Gliela slego però faccia da brava. Sì sì, sarò bravissima!
Insieme alla dottoressa Asunis c’è la stessa dottoressa piccoletta che fece nascere Leonardo. Cominciano a trafficare, ad aspirare a spostare strati e strati del mio adipe. Forse sono pronte per tirar fuori Riccardo. Faticano moltissimo. Ansimano. Prendi la spalla da là, sollevala, ce la fai, no non ce la faccio così, ma quanto è grosso, mamma mia, questo appena esce fuori mi picchia!! mi fanno traballare moltissimo sul lettino, l’anestesista sbircia e mi fa due occhi tanti per farmi capire che è bello grande. Niente. Non vuole uscire. Ecco che la nostra dottoressa eroina ripete praticamente gli stessi gesti della volta scorsa. Prende il suo sgabellino e si sistema al mio fianco sinistro, mi sale quasi sopra, anzi togliamo il quasi visto che mi rompe il fiato per un paio di volte con degli strattoni. Ma ECCOLO!! Grande grande, grigio che più grigio non si può, riescono a tirarlo fuori e lo passano alla pediatra che sta alla mia sinistra. Ora della nascita 9:13. Piange e si lamenta un po’ e poi smette. La pediatra lo pizzica, lo smuove, cerca di farlo reagire per 5 minuti buoni ma non mi pare ottenga grandi risultati. Tutto a posto dottoressa? chiedo timidamente Sì sì è solo un po’ addormentato non si preoccupi. Va bene possimao portarlo su. Ma ecco che l’infermiera del nido me lo avvicina alla faccia e posso anche toccarlo con la mano libera! Ha un faccione grandissimo!! Gli occhietti chiusi più dalla ciccia che dal sonno, sembra un cinesino me lo bacio tutto il mio Riccardone e lo portano via.
Intanto mentre mi sistemano in sala operatoria partono le scommesse sul peso, il medico di scorta azzarda ma sarà 3 kili e 8? Ma che dicii?? lo assalgono le dottoresse che hanno faticato più di sette camicie per tirarlo fuori, è sicuramente più di 4 kili!! Arriva la chiamata dal nido, sì dimmi, 4460 gr, 53 cm ok scritto, ciao. Ma stanno parlando di Riccardo? del MIO Riccardo? nooo, boh chissà che dati sono. La Asunis mi si avvicina, Elisa, hai sentito? 4 kili e mezzo!! Noooo, è davvero enorme! contro ogni aspettativa!
Mi riportano su, stessa scena della prima volta, vedo Luca appena esco dall’ascensore che mi dice Eli ma è enorme, ha due spalle così, rido e subito dopo l’adrenalina mi abbandona all’improvviso e arriva un fiume di lacrime! Non ci posso credere, è fatta, Riccardo è arrivato, che gioia, che sollievo tutto è andato bene. Lo portano in camera poco dopo. Eccolo, eccolo il nostro piccolo gigante, è grande è vero ma è il mio Topino lo stesso anche se la puericultrice mi guarda un po’ dubbiosa.
E io che, stupida, mi chiedevo se si potesse rivivere la stessa magnifica esaltante emozione della nascita del primo figlio? Sì, sembra incredibile, ma si può, ve lo assicuro 🙂

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. pascaliza
    Gen 15, 2008 @ 11:45:00

    E’ inutile.. devo scriverli a casa sti post!! Mi commuovo da sola :’)

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  2. michy1976
    Gen 15, 2008 @ 12:19:00

    e devi dire all’inizio che farai piangere cavoli…
    che emozione….

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  3. pollon74
    Gen 15, 2008 @ 12:28:00

    Che commozione Eli!
    E che pauraaaaaaaaa! Chissà se ce la farò ^__^

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  4. copperhead
    Gen 16, 2008 @ 14:11:00

    E’ stata una lettura piacevolissima e coinvolgente. Un po’ mi ha riportato all’atmosfera di quando è nata la mia primogenita, 11 anni fa, anche se il parto fu naturale e velocissimo (per fortuna, entrando a San Gavino non trovammo il passaggio a livello abbassato!).

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  5. ba1976
    Gen 18, 2008 @ 10:38:00

    ma che lacrimoni che mi stanno scendendo… ho rivissuto il mio parto (tranne che a me anestesia non ha dato nè tosse nè vomito ma un freddo cane e un tremore fastidiosissimo!)

    e poi quanto sono belli quando capisci che non è che non aprono gli occhi per il sonno, ma per tutta la cicciotta delle guance??? ma chissà lu che orgoglioso che era in ospedale a mostrare a tutti il suo campione!

    Io non voglio pensare alla fatica che hai fatto a portare quel pancione enorme col caldo.

    baciiiiiiiiiiiii

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