La nascita di Margherita

Beh, era giusto battere tutti i record di ritardo con lei, la terza, l’inattesa bimba. Già con i racconti dei primi due mi son concessa parecchi mesi di tempo per decidermi a mettrerli giù, qui proprio siamo arrivati a quasi otto mesi! Margherita ieri ha messo il primo dentino e io ancora non ho scritto il racconto del suo parto.
In effetti ci ho pensato più volte in questi mesi e mi son resa conto che forse non avevo tantissimo da raccontare. Il fatto che sia stato un cesareo completamente programmato, sapevo già la data da quasi due mesi prima, insomma questa prevedibilità ha tolto un po’ di suspence e di sorpresa al tutto. Però l’imparzialità che mi sono da sempre prefissata nella gestione dei miei bimbi mi impone di scrivere questo racconto, è giusto che anche lei un domani si sieda davanti al pc e legga di come è arrivata fra di noi. E allora via, scriviamo.
Certo la terza gravidanza, seppur sempre suggerita, esortata e minacciata da tutti quelli che vedevano che avevamo SOLO due maschietti (eh beh, ci vuole pure una femminuccia, no!!), insomma questa terza gravidanza ha lasciato tanti un po’ spiazzati, primi fra tutti i due malcapitati genitori che proprio erano convintissimi di aver messo da parte lo stampino definitivamente!
Ma questa bimba, questa splendida Margherita voleva a tutti costi venire al mondo e in barba a tutti gli accorgimenti adottati dai suoi attentissimi genitori, ha deciso di presentarsi i primi di giugno del 2010 sotto forma di lineetta blu sopra un test di gravidanza! Da là i mesi si sono susseguiti con i commenti dei soliti simpaticoni del tipo, ma dài, un altro figlio??? ma che coraggiosi!! (gli stessi che prima dicevano “ma come? non la fate una femminuccia?”) Io ero tanto tanto convinta che sarebbe arrivato Edoardo, ne ero proprio strasicura o forse mi ero arresa all’idea di essere “disperata” fra gli uomini. Invece ecco la seconda, grandissima sorpresa, alla morfologica, i primi di ottobre il mio ecografista di fiducia mi dice “ma il sesso lo abbiamo già visto precedentemente?” rispondo di no e lui ribatte “è una femmina” accidenti quasi cado dal lettino! Non me lo aspettavo davvero! E non se lo aspettava neanche il papà che ormai aveva quasi rinunciato all’idea di avere una dessenina per casa. E invece eccola qui, determinatissima e feminissima! 😀
I fratellini, quesi due piccoli unni, tifavano per avere un altro alleato fra le fila, ma si abituano ben presto all’idea di una sorellina mini.
Il 30 Gennaio è il giorno del ricovero, Luca mi molla letteralemente davanti alla clinica (ma me lo daranno il premio fedeltà??!) e porta i bimbi a scuola. Solita trafila di esami e poi via in camera, la stessa dove mi trasferirono dopo la nascita di Leo, mi pace questa cosa! Sono in stanza con una donna che farà una isteroscopia il giorno dopo, il martedì ci sono tutti interventi programmati, tra cui anche il mio cesareo, sono forse tre in tutti i cesarei programmati in mezzo a tantissimi interventi. La giornata passa lenta e noiosa, i momenti più pimpanti sono segnati dal cuoricino tranquillo di Margherita che echeggia dall’apparecchio per il monitoraggio. Io non vedo più la fine di questa lunga gravidanza, voglio la mia bimba fra le braccia e la voglio subito! Riesco a passare il tempo, per fortuna che esiste Facebook per il cellulare! Arriva la notte e mi faccio preparare una camomilla per rilassarmi e dormire, anche se oramai il peso della panciona non mi fa riposare senza dolori e continui assestamenti del peso.
E finalmente arriva la mattina. Non so assolutamente l’ordine di intervento. La mia dottoressa non si vede, pare sia in sala parto con una paziente. Io aspetto. La signora va a fare la sua isteroscopia e ritorna dopo pochi quarti d’ora. Luca non si vede ancora, chissà se riesco a vederlo prima che mi portino sù (perchè adesso le sale operatorie sono al piano superiore, sono nuovissime e bellissime!). Ecco che alle 8.45 circa arriva la mia barella e il portantino, mi lascia il vestitino e la cuffiotta verdi da indossare senza nulla sotto. Metto tutto in fretta e furia e chiamo Luca, sta arrivando, io forse ho la voce un po’ agitata, gli dico che mi stanno portando in sala operatoria, ci vediamo all’uscita. Ecco che son pronta. Che strana prospettiva che si ha quando si è sdraiati sulla barella. Arriviamo nella zona delle sale operatorie. Mi sistemano una flebo con tanta difficoltà. Vedo l’orologio davanti a me, sono le 8.50. Passano i minuti, vedo barelle passare affianco alla mia, vanno nella sala per le isteroscopie, vanno e vengono almeno tre barelle con tre pazienti sopra. Sono le 9.30 e io comincio a non sopportare più la posizione sulla barella, la schina urla di dolore. Ogni tanto Margherita si fa sentire con qualche calcetto, almeno lei mi fa compagnia. Finalmente chiamano dalla sala parto, la dottoressa è pronta. Mi portano in sala operatoria. Salgo sul lettino e mi fanno l’anestesia, al solito è difficilissimo arcuare la schiena con sto pancione davanti! Ma va, l’anestesia comincia subito a fare effetto. Mi sistemano tutti i teli davanti e anche sta volta non mi legano le mani, ne sono felice. Ho un po’ di reazione negativa, respiro male, senso di nausea forte; mi danno la mascherina dell’ossigeno e sento che sto subito un po’ meglio. A questo giro, nonostante l’evidente anzianità in fatto di cesarei, sono parecchio agitata. Arriva la mia dottoressa e un po’ mi tranquillizza.
Iniziano a trafficare, il mio respiro si è sistemato e inizio a sentire quel saporaccio di ferro in bocca. Trafficano parecchio anche sta volta, si balla sul lettino, sento proprio che frugano e tirano e spostano e sbuffano parecchio. E’ bene incastrata. Il dottor Nicola, alto alto e senza camice, controlla da lontano “Ma ce la fate? mi devo cambiare?” Niente non ce la fanno proprio, mi salgono addosso anche sta volta e non riescono a disincastrarla, le mie povere costole! Ecco che dottor Nicola si presenta con camice e guanti e mascherina, ha delle mani enormi, perchè lui dovrebbe riuscire con quelle palettone mentre non ci sono riuscite le manine sante della mia ginecologa? E invece ce la fa davvero, due mosse e la bimba è fra le sue manone e per ringraziarlo e salutarlo per bene gli fa la pipì addosso! Sei già così irriverente bimbetta mia? La sistemano sul tavolino della pediatria, quello con la luce riscaldante in alto, la sento subito piagnucolare e protestare, la pediatra è molto soddisfatta della sua reazione (punteggio apgar 10 alla nascita! ha già battuto i fratelli!). Ecco, me la porgono, un visino da pugile a fine incontro, un po’ gonfietta, vedo gli occhietti aperti, un nasino minuscolo e tanti capelli neri! Un bacino alla mia piccoletta e la portano via.
Mi sistemano e mi riportano giù in camera. Dopo pochissimi minuti sento la culletta che arriva. Eccola, adesso la posso tenere in braccio e posso lasciarmi andare al mio solito bagno di lacrime liberatorio.
Adesso che sono passati quasi otto mesi guardo quella primissima foto che son riuscita a scattare con il mio cellulare, il mio capezzolo in bella mostra e il musino di questa bimbetta, i capelli neri e stropicciati dal primo bagnetto, gli occhietti gonfi e poco dopo quella foto arrivò la primissima poppata. Fra i tre è stato sicuramente il cesareo più pesante, prima, per l’attesa lunga e spasmodica (il gennaio più lungo della mia vita), poi per il periodo post operatorio, davvero il più difficile e doloroso, tanto che riesco a ricordare ancora adesso il forte senso di impotenza e di frustrazione nel vedermi bloccata a letto dolorante senza poter prendere in braccio la mia bimba che piangeva nella culletta a fianco al mio letto. E la tristezza che mi prese subito dopo averla fatta portare via dall’infermiera del nido. Purtroppo Luca doveva badare ai bimbi, i miei erano malati, non c’era nessuno che poteva stare con me fuori dagli orari di visita durante il primo giorno della nascita di Margherita e io ne ho davvero sentito la mancanza. Ma dal secondo giorno mi sono imposta di alzarmi, nonstante i dolori molto forti (devono aver ravanato proprio bene… ohi!) e ho recuperato tutto il tempo perduto il giorno prima tenendo Margherita con me durante tutta la giornata. Ho fatto di tutto per uscire entro i quattro giorni dall’intervento e ce l’abbiamo fatta (salvo poi finire ricoverati in clinica pediatrica a 6 giorni di vita per l’ittero, ma vabbeh, quella è un’altra storia).
Ecco insomma, piccola bimba testarda, che a tutti i costi volevi completare la nostra famiglia, questo è il racconto della tua nascita, spero un giorno tu possa leggerlo e sorridere della tua mamma; soprattutto mi auguro che tu possa vivere un giorno l’immensa  gioia che ho vissuto io nel mettervi al mondo.
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7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Michy_Biblios
    Set 30, 2011 @ 14:14:00

    Eli, non mi potevi avvertire che preparavo i fazzoletti? fantastica storia come sempre, fantastico racconto di una bimba cocciuta che voleva a tutti i costi vedere la luce.
    Spero di cuore un giorno di poterla abbracciare, lei insieme ai suoi fratelli e alla meravigliosa famiglia che siete.

    p.s. dopo quel che hai scritto…col cavolo che rischio un terzo cesareo!!!!

    Michy semi sloggata

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  2. utente anonimo
    Set 30, 2011 @ 14:49:00

    eccomi qua coi lacrimoni.  bellissimo racconto, come gli altri 2 (mi ero quasi scordata di quanto mi piace leggerti). E non certo un cesareo iper tranquillo, poi ricordo che la nausea l'avevi avuta anche per riccardo. E brutto il post senza luca sempre lì e senza i tuoi… ma del resto questa piccola testarda arriva per terza, ovvio che il papi doveva pensare ai fratellini!

    e stavolta, avete chiuso definitivamente ??? :-PPPP che non è che tra un 2-3 anni ci arriva un altro sms con uno stick persona inequivocabile??? :-PPPPPPPPPPPPPPPP

    un bacione alla piccola grande margherita. Ricorderò sempre quando hai pubblicato la foto di maggie appena nata con le parole di cocciante "perchè margherita è tutto ed è lei la mia pazzia margherita margherita margherita adeso è MIA" mi vengono di nuovo gli occhi lucidi…bastaaaaaaaaaaaaaaa

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  3. patrizia
    Feb 01, 2012 @ 21:18:57

    che bel racconto, da lucciconi:-*

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  4. dabogirl
    Mar 16, 2012 @ 14:22:58

    Ciao, mi sono intrufolata e ho subito cominciato a leggere questo…
    confesso che non ho finito, perchè m’è preso un groppo alla gola… quando hai detto della nausea forte. Anche a me è successo. Purtroppo però a causa di un riflesso vagale e di un’aritmia fisiologica che mai era stata rilevata (pur essendo stata io una schermidrice a livello agonistico “importante” per anni)… sono andata in arresto.
    poi per carità, è andato tutto benissimo, la mia piccola sta bene (…oddio, ha l’hobby di ammalarsi, ma vabbè) e io pure, ma evidentemente non ho superato il trauma.

    Comunque mi son commossa… hai proprio una bella famigliola!

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    • pascaliza
      Mar 16, 2012 @ 14:30:06

      grazie! io stessa non rieleggo i post delle nascite dei miei figli (se non in prossimità dei compleanni) perchè se no mi prende una malinconia pazzesca. Cavoli che brutta esperienza però… mi dispiace
      Mi sono iscritta al tuo blog, aspetto prossimi aggiornamenti, è davvero molto spassoso 🙂

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  5. Lorena León Jaramillo
    Giu 14, 2013 @ 00:05:40

    Forse un giorno la tua bimbetta irriverente sorriderà a leggere il racconto della sua nascita; io, per ora, mi sono commossa e sento le lacrime pungermi gli occhi.
    Mi è sembrato di essere stata lì, con te, con Margherita e con tutte le emozioni che hai provato.
    Spero di poter essere una mamma come te, un domani, ti ammiro moltissimo.

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  6. pascaliza
    Giu 14, 2013 @ 10:29:29

    WOW Lory!!! ma sicuramente lo sarai, sei una metallara!! XD

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