Progetti – La principessa Mononoke

Ecco il mio progetto, sempre Miyazaki, sempre un personaggio che amo. Sono partita da un disegno con silhouette, può sembrare più difficile ma in realtà non dovendo fare dettagli l’ho trovato molto semplice nell’esecuzione. Per questa volta ho optato per una versione molto semplificata, niente sfondo, niente disegno interno in trasparenza. Però potrei tornarci più avanti.

Questo il disegno di partenza

Questa l’evoluzione del mio lavoro.

Nuovi acquisti

Un piccolo aggiornamento del materiale in dotazione, mi servivano dei pennarelli per completare un disegno che mostrerò a breve. Comprati da un grosso rivenditore qui in zona, pagati uno sproposito ma pazienza.

Vorrei realizzare anche qualche disegno (semplice) a china, ho quindi aggiunto due penne apposite (mi dicono che il pennino non si usa più…) spero di non fare troppi pasticci. L’uniposca mi serve per un esercizio del corso che sto rimandando da troppo e che mi impedisce di proseguire.

Ecco i nuovi arrivati.

Primo esercizio

Il primo vero esercizio del libro consiste nel riprodurre un disegno capovolto. Questo stratagemma dovrebbe aiutare la parte destra del cervello a prendere il controllo, la parte sinistra infatti tende a rifiutare certe immagini assurde e inconsuete. Il risultato è che la parte destra, lasciata libera di agire, riesce a riprodurre perfettamente o quasi il disegno capovolto. Riportandolo nel verso giusto il risultato è davvero straordinario, inaspettato, non credo davvero sarei riuscita a disegnarlo così tenendolo nel suo verso.

Tutta la parte sinistra è decistamente disordinata, ma le prospettive delle gambe accavallate sono perfette! Questo perchè ho disegnato non sapendo neanche cosa stessi facendo. L’esercizio richiedeva almeno quaranta minuti di lavoro in silenzio o al massimo con della musica, in concentrazione. Devo ammettere che è stato davvero molto rilassante e quasi alienante, da riprovare con altri disegni a tratto.

I tre disegni di partenza

Come ho già detto, il corso del libro che sto leggendo inizia proprio con la richiesta di fare tre disegni. Un autoritratto, un ritratto a memoria e la propria mano.

Li ho fatti tutti e tre. Qui di seguito li metto in ordine di gradimento

Mano sinistra.
Sinceramente mi ha molto sopreso il risultato, non mi sono mai cimentata nel disegno di una mano e trovo che il risultato sia più che apprezzabile. Mancano dettagli e ombreggiature ma già così mi sembra sia un buon inizio che può solo migliorare.

 

Autoritratto.
Per quanto questo autoritratto sia decisamente un obbrobrio, lo devo mettere al secondo posto perchè non è quello che secondo me è venuto peggio.
Non mi ci rivedo, per niente, in questo autoritrato. Non sono io se non per alcuni tratti, forse la bocca, i capelli. Ma c’è tanto da migliorare.
Ho voluto fare una prova, questa sera l’ho messo davanti a Meg, lo ha guardato e mi ha chiesto chi era, non le ho risposto e allora mi ha detto “Forse sei tu?”. Questo mi fa pensare che forse una lontana aria c’è.

20170216_213549

Ritratto a memoria.
Ecco, qui ho proprio sbagliato il bersaglio. Ho pensato ad un ritratto di mia nipote di quando era piccola. Avevo vagamente in mente delle caratteristiche che ho cercato di riportare: gli occhi, i capelli, la forma del viso. Putroppo ne è venuto fuori una specie di cartone animato, una caricatura che non ha niente a che vedere con il ritratto.

20170216_142810

Questi sono i miei tre punti di partenza. Non so in quanto tempo riuscirò a terminare il libro ma non vedo davvero l’ora di rimettermi al lavoro per ricrearli.

 

Ritorno al blog – Una novità

Torno dopo davvero tantissimo tempo su questo blog. Non per scrivere di bambini e non per raccontare del mio essere mamma. Torno perché sto iniziando una nuova attività, molto personale e che voglio rimanga raccolta sopratutto nelle sue fasi iniziali, in un bel posticino come appunto è il mio blog.

Da qualche giorno ho iniziato a disegnare. Che novità bizzarra penserete! E in effetti l’ho pensato anche io 😀 Non è che ho iniziato a disegnare, ma più precisamente ho iniziato a imparare seriamente a disegnare. Ho sempre pensato, come sento dire da tanti, che il disegno fosse un dono che solo pochi hanno, che è una caratteristica che o si ha dalla nascita o non si ha per niente. In realtà documentandomi un po’ in giro ho scoperto che sì, saper disegnare è uno splendido dono ma è un dono che tutti abbiamo già dentro di noi, ognuno col proprio stile e serve solo un piccolo aiuto per tirarlo fuori.

Sto leggendo un libro davvero illuminante da questo punto di vista, si intitola “Disegnare con la parte destra del cervello”. È un best seller con diverse edizioni all’attivo, l’ho visto di sfuggita seguendo un corso di disegno su youtube (questo qui, se vi può interessare, aiuta nelle scelte dei materiali iniziali e in alcune tecniche di base, ma sul tubo è davvero strapieno di corsi del genere) e una volta finita in libreria in cerca di un manuale che partisse dalle basi, mi sono ritrovata proprio la copertina che mi era parso di scorgere fra i video di Ombretta. In un paio di giorni sono già molto avanti, la lettura è davvero scorrevole e ricca di aneddoti e anche le parti più tecniche sono affrontate in maniera leggibile. Quello che mi ha convinto ad iniziare il corso è stata una frase dell’ultima di copertina:

Per molti aspetti, insegnare a disegnare è come insegnare ad andare in bicicletta. È molto difficile da spiegare a parole.

L’esempio è calzante e nella lettura del libro si fa riferimento ad altre capacità cognitive come il leggere o guidare, attività che una volta apprese non si possono più disimparare. Il disegnare è esattamente come leggere, andare in bicicletta, guidare un auto, inizialmente difficile perché costringe (sopratutto in età adulta) a utilizzare caratteristiche poco sfruttate del nostro cervello, ma una volta che si prende dimestichezza diventa man mano più semplice e automatico e ci si dimentica quasi la fatica che ci è costato nel momento dell’apprendimento.

Il libro si ripromette di aiutare il lettore ad utilizzare la parte destra del cervello quella atta a esprimere proprio le capacità artistiche legate alle forme, quella parte che purtroppo in età adulta il più delle volte viene sottomessa da quella sinistra e ridotta quasi all’inattività. Sono appena all’inizio ma ho già predisposto i miei tre disegni iniziali: un autoritratto, un ritratto a memoria e il disegno della mia mano sinistra. Questi disegni sono il mio punto di partenza, il mio prima, alla fine del corso ripeterò gli stessi tre disegni e spero di riuscire a vedere dei miglioramenti.

Con il crescere della voglia di disegnare ho prontamente sequestrato a Leo un libro che si comprò anni fa, un piccolo prontuario per imparare a disegnare. Ci sono diverse immagini interessanti da copiare, tutte le principali parti della anatomia umana, moltissimi animali. Mi aiuta con le proporzioni per quanto non sia un libro particolarmente utile dal punto di vista teorico.

Fino ad oggi stavo alimentando una piccola raccolta privata su G+ per tenere in ordine questi disegni. Ma oggi ho pensato a questo posto e mi sembra sia davvero l’ideale anche se devo vincere la mia voglia di tenere fra pochi intimi questi primi passi e gli eventuali progressi.

Sul blog voglio tenere i miei disegni, quelli che sto facendo per seguire il corso, quelli che sto facendo a parte per prendere un po’ la mano e quelli che faccio per esercitarmi su parti del corpo, tecniche, dettagli. Ho già un discreto numero di abbozzi e quello che posso affermare sin da ora è che disegnare è davvero un’attività rilassante. Lo faccio dove posso, anche a lavoro fra una chiamata e l’altra, in macchina aspettando i bimbi fuori dalla palestra, a casa prima di andare a letto e mi rendo conto che in quei momenti la mia mente è estremamente libera e leggera.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: