Progetti – La principessa Mononoke

Ecco il mio progetto, sempre Miyazaki, sempre un personaggio che amo. Sono partita da un disegno con silhouette, può sembrare più difficile ma in realtà non dovendo fare dettagli l’ho trovato molto semplice nell’esecuzione. Per questa volta ho optato per una versione molto semplificata, niente sfondo, niente disegno interno in trasparenza. Però potrei tornarci più avanti.

Questo il disegno di partenza

Questa l’evoluzione del mio lavoro.

Nuovi acquisti

Un piccolo aggiornamento del materiale in dotazione, mi servivano dei pennarelli per completare un disegno che mostrerò a breve. Comprati da un grosso rivenditore qui in zona, pagati uno sproposito ma pazienza.

Vorrei realizzare anche qualche disegno (semplice) a china, ho quindi aggiunto due penne apposite (mi dicono che il pennino non si usa più…) spero di non fare troppi pasticci. L’uniposca mi serve per un esercizio del corso che sto rimandando da troppo e che mi impedisce di proseguire.

Ecco i nuovi arrivati.

Progetti – Totoro

Primo progetto, realizzato in qualche oretta. Dopo aver fatto lo schizzo in miniatura mi sono decisa ad affrontare lui per primo. È una forma molto semplice per quanto stiamo parlando di un mostro sacro dell’animazione. Credo che i miei stessi figli non avrebbero grossi problemi a riprodurlo. Sono molto soddisfatta del risultato, mi è piaciuto anche colorarlo per quanto i colori, soprattutto il nero che ho usato per ripassare i contorni, mi abbiano piantato in asso spezzandosi più volte… Odio quando la punta si spezza!

Ecco di seguito le varie fasi di realizzazione del mio Totoro.

Questo è l’originale al quale mi sono ispirata.

totoro

Progetti

Ho delle idee da disegnare, e più disegno e più mi viene voglia di disegnare. Scorrendo sul web mi capita che lo sguardo venga attratto da una immagine in particolare, le sto mettendo da parte per il futuro, per ora sono particolarmente incline alla copia da originale, meno alla creazione da zero ma ci arriveremo piano piano.

Ecco di seguito qualche schizzo in scala minore di quello che vorrei fare. Sono immagini di cartoni o già schizzi (la testa del cavallo la vorrei fare proprio a carboncino, per sondare la tecnica). A breve quindi dovrei riuscire a realizzarli in formato A5, nel mio fedele blocchetto che ha già diverse pagine mancanti.

Primo esercizio

Il primo vero esercizio del libro consiste nel riprodurre un disegno capovolto. Questo stratagemma dovrebbe aiutare la parte destra del cervello a prendere il controllo, la parte sinistra infatti tende a rifiutare certe immagini assurde e inconsuete. Il risultato è che la parte destra, lasciata libera di agire, riesce a riprodurre perfettamente o quasi il disegno capovolto. Riportandolo nel verso giusto il risultato è davvero straordinario, inaspettato, non credo davvero sarei riuscita a disegnarlo così tenendolo nel suo verso.

Tutta la parte sinistra è decistamente disordinata, ma le prospettive delle gambe accavallate sono perfette! Questo perchè ho disegnato non sapendo neanche cosa stessi facendo. L’esercizio richiedeva almeno quaranta minuti di lavoro in silenzio o al massimo con della musica, in concentrazione. Devo ammettere che è stato davvero molto rilassante e quasi alienante, da riprovare con altri disegni a tratto.

Studi anatomici

Raccolgo in questo post tutti i miei primissimi tentativi con l’anatomia umana. Ho iniziato dal volto e dalla testa, sto iniziando a studiare le labbra.

I tre disegni di partenza

Come ho già detto, il corso del libro che sto leggendo inizia proprio con la richiesta di fare tre disegni. Un autoritratto, un ritratto a memoria e la propria mano.

Li ho fatti tutti e tre. Qui di seguito li metto in ordine di gradimento

Mano sinistra.
Sinceramente mi ha molto sopreso il risultato, non mi sono mai cimentata nel disegno di una mano e trovo che il risultato sia più che apprezzabile. Mancano dettagli e ombreggiature ma già così mi sembra sia un buon inizio che può solo migliorare.

 

Autoritratto.
Per quanto questo autoritratto sia decisamente un obbrobrio, lo devo mettere al secondo posto perchè non è quello che secondo me è venuto peggio.
Non mi ci rivedo, per niente, in questo autoritrato. Non sono io se non per alcuni tratti, forse la bocca, i capelli. Ma c’è tanto da migliorare.
Ho voluto fare una prova, questa sera l’ho messo davanti a Meg, lo ha guardato e mi ha chiesto chi era, non le ho risposto e allora mi ha detto “Forse sei tu?”. Questo mi fa pensare che forse una lontana aria c’è.

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Ritratto a memoria.
Ecco, qui ho proprio sbagliato il bersaglio. Ho pensato ad un ritratto di mia nipote di quando era piccola. Avevo vagamente in mente delle caratteristiche che ho cercato di riportare: gli occhi, i capelli, la forma del viso. Putroppo ne è venuto fuori una specie di cartone animato, una caricatura che non ha niente a che vedere con il ritratto.

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Questi sono i miei tre punti di partenza. Non so in quanto tempo riuscirò a terminare il libro ma non vedo davvero l’ora di rimettermi al lavoro per ricrearli.

 

Voci precedenti più vecchie

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